La squadra breganzese ha stupito tutti, poco da fare.
A inizio stagione pensare che il Breganze fosse in testa alla classifica a fine andata pareva un azzardo.
Per la verità capitan Mattia Cocco, a inizio settembre, aveva detto che questa squadra doveva provare ad arrivare in fondo a tutte le competizioni. Perché credeva in questo gruppo e nel lavoro impostato dal mister Mirco De Gerone e dallo staff tecnico. Aveva ragione: è arrivata, inattesa (perché il pronostico diceva altro….) la Supercoppa e, adesso, è giunto il primato. Ottenuto, bando alla falsa modestia, con merito e giocando, a detta di molti, il miglior hockey tra le squadre italiane.
A spiegare la bella stagione del Breganze ci hanno provato in tanti, ma forse è il caso di sentire il condottiero di questa squadra, l’allenatore Mirco De Gerone, che si sta prendendo a Breganze delle grandi soddisfazioni.
Si tratta di un tecnico capace che ha maturato importanti esperienze, sia da atleta che da tecnico, anche nelle nazionali giovanili. Non è insomma l’ultimo arrivato.
Ma è capace di tradire emozione quando parla del “suo” Breganze 2015-16. Ecco le sue dichiarazioni il giorno dopo la partita di Lodi: “Siamo arrivati a metà del cammino e indubbiamente il bilancio è positivo. Devo ringraziare questo gruppo di ragazzi fantastici e umili allo stesso modo che facilitano molto il mio compito di allenatore. Ringrazio lo staff tecnico, Andrea Bellon, un professionista vero che ad ogni partita mette in mostra il frutto del suo prezioso lavoro, Gianfranco Cucca, su di lui che dire, altro professionista indiscutibile che per noi è molto ma molto di più di un fisioterapista, persona speciale. Fausto Pozzan, umiltà e disponibilità, un supporto vero e concreto, per me, per i ragazzi e per la società. Stefano Bocconcello e Roberto Dalla Valle, due persone che hanno i compiti più ingrati all’interno di una squadra, ma l’amore e la dedizione per questi colori e per i ragazzi li rende preziosissimi per noi. La società, in primis nelle persone del presidente Antonello Turle e di Stefano Volpe, solo chi vive quotidianamente a loro contatto sa cosa vuol dire “farsi il mazzo” per il Breganze, a 360 gradi, mille volte e più grazie. E infine grazie al nostro pubblico, in particolare a quel gruppo di “matti” che ci seguono ovunque e che ci fanno sentire orgogliosi dei colori che portiamo, sono sempre il nostro sesto uomo in campo, una parte concreta di noi. Ma non dimentichiamo una cosa, tutti assieme, piedi per terra, profilo basso e lavorare duro. La Supercoppa è già a casa nostra ma dobbiamo dimenticarla, i campioni d’inverno è un titolo che serve solo per certificare che per il momento il nostro lavoro è buono ma migliorabile e per rendere più dolce il panettone di Natale, nulla di più. Verranno anche momenti duri ma come squadra e società dobbiamo avere l’equilibrio che finora ci ha contraddistinto, poca esaltazione nelle vittorie, pochi drammi in caso di sconfitte fisiologiche nello sport”
Queste dichiarazioni fanno capire molto delle doti del suo tecnico e del perché il Breganze ha fatto bene sinora. La prima qualità di De Gerone è quella di valorizzare chi lavora con lui: gli atleti, per primi, ma anche i suoi collaboratori tecnici, la società e i tifosi. Dimentica, perché è una persona seria e modesta, Mirco, di elencare i suoi meriti, che sono però innegabili. Innanzitutto perché non ha voluto stravolgere l’impostazione tattica che aveva dato Guilleme Cabestany lo scorso anno. De Gerone ha saputo adattarla alle sue conoscenze per ottenere quella continuità di rendimento che è la maggior dote del Breganze di quest’anno, unitamente alla capacità di giocare di “squadra”, esaltando contemporaneamente le doti tecniche dei singoli. La squadra rossonera accusa infatti pochissime pause in partita e poche pause ha accusato nel corso del girone d’andata, se si esclude praticamente solo la trasferta di Giovinazzo, dove comunque si è pagato dazio alla gara di coppa a Barcellona di due giorni prima.
Proprio il doppio impegno con le coppe europee, dove il Breganze è in corsa anche lì, a due giornate dalla fine del girone giocando due ottime gare proprio con le squadre che lo hanno battuto (Porto e Barcellona), avrebbe potuto logorare i rossoneri, che invece anche a dicembre hanno dimostrato una condizione invidiabile.
E qui si vede il lavoro dello staff e cioè di Andrea Bellon, preparatore atletico e studente di osteopatia, e di Gianfranco Cucca, non solo un fisioterapista ma una persona speciale come ha detto Mirco. Il perché è presto detto: oltre a saper dosare i carichi di lavoro in sede di preparazione, lo staff tecnico è maestro nel saper “curare” il recupero dagli sforzi degli atleti, così come importante è il lavoro di prevenzione dagli infortuni e di programmazione del lavoro settimanale per mantenere il più a lungo possibile la condizione psicofisica della squadra a livelli elevati.
Ecco spiegato lo stato di forma dei rossoneri al quale peraltro contribuiscono gli stessi atleti, molto responsabili e professionali nel seguire le direttive dello staff, avendone verificato le qualità.
Già, gli atleti: insieme costituiscono un gruppo molto affiatato che lavora bene e dove tutti si stimolano, l’un l’altro, a dare il massimo. E se c’è da richiamare all’ordine qualcuno lo si fa: giocare a hockey non è facile, ci vuole il massimo impegno e tutti devono remare dalla stessa parte.
Sta accadendo e si vuole che duri, anche se tutti nell’ambiente rossonero sono coscienti che potrebbero verificarsi dei momenti di difficoltà. Ma la compattezza che questa squadra ha dimostrato che può essere una garanzia anche per “superare gli ostacoli” come cantano gli ultras rossoneri, vero sesto uomo in campo e non è un’esagerazione. Per la squadra vedere i tifosi rossoneri anche in Germania o a Barcellona cantare a squarciagola “Forza Breganze” è una soddisfazione impagabile che fa venire voglia di impegnarsi sempre di più.
A dare serenità al gruppo contribuisce poi la società che è veramente presente e sempre al fianco della squadra: Antonello Turle e Stefano Volpe oltre che presidente e vice, sono, semplicemente, i primi tifosi del Breganze…
Dopo di che in campo vanno loro e stanno facendo una stagione super. Sono i giocatori rossoneri.
Riccardo (Riky) Gnata è in testa alla speciale classifica di rendimento tra i portieri di serie A1. Ma non si tratta solo di un dato numerico. Gnata è fondamentale perché i compagni sanno di poter rischiare al limite una giocata perché lui, dietro, è sempre pronto a proteggerli difendendo “la sua e la loro porta”. Chi l’ha visto giocare quest’anno (e non solo) ha capito perché si dice che il portiere è il 60% di una squadra (o forse più).
Mattia Cocco è il capitano di questa squadra. E lo è dentro e fuori dal campo, punto di riferimento per tutti. In pista è sempre capace di giocate di gran classe grazie alla sua tecnica sopraffina. E quando ha bisogno di rifiatare è pronto Stefano (Bomba) Dal Santo a prendere il suo posto. Quest’ultimo ha subito una frattura al pollice della mano destra e, invece di deprimersi, ha lavorato per mantenere la condizione fisica e farsi trovare pronto quando c’è stato da rientrare. Ecco spiegate alcune sue belle prestazioni, in particolare col Valdagno e a Lodi, coronate dalla segnatura.
Gerard Teixido, contende a Jepi Selva e, forse, al monzese Martinez la palma di miglior straniero della serie A1. Più volte a segno, in particolare su tiro libero diretto (la sua specialità) è uno straordinario difensore, mai domo, e non sbaglia praticamente mai un passaggio. Uomo chiave nello spogliatoio rossonero per la sua voglia, positività e intelligenza tattica. Un professionista esemplare che ha conquistato le simpatie di tutti.
Tonchi De Oro sta vivendo, forse, la sua miglior stagione da quando è a Breganze. Segna con continuità, si spende con tutto sé stesso in pista per la squadra ed è il leader indiscusso dello spogliatoio. Sa farsi amare, dai tifosi e da tutti, per la sua innata simpatia. C’è solo da sperare che il suo stato di forma continui di qui a fine anno. Perché con un Tonchi così sognare è lecito.
Alvaro Gimenez è un giocatore dotato di colpi di gran classe che ha dimostrato di possedere specie nelle occasioni importanti: i due gol nella Supercoppa tanto per dirne una. È un attaccante ma sa difendere in modo formidabile. Accusa a volte delle pause e indugia forse troppo spesso quando magari sarebbe il caso di provare le conclusioni. Ma è un elemento sicuramente prezioso che forse non si è ancora espresso con continuità ai massimi livelli. E forse è meglio così: è preferibile averlo al top della forma più avanti nel corso della stagione.
Giulio Cocco, fratello di Mattia, è un giocatore che possiede delle qualità tecniche indiscusse e per ottenerle ha lavorato molto. Quest’anno è stato capace di alcune buone prestazioni anche se tutti (lui per primo..) si attendono di più. Già a Lodi però e precedentemente in casa con Sarzana e Valdagno ha fatto capire che la sua condizione sta crescendo. Di lui c’è gran bisogno e gli sportivi rossonero si augurano di averlo presto al top.
Filippo (Pippo) Compagno ha giocato meno degli altri, ma quando è sceso in pista ha dato un contributo fondamentale alla squadra: basta ricordare il gol al Forte dei Marmi e l’assist per il gol di Mattia Cocco a Viareggio. Giusto insomma che il ct Massimo Mariotti lo abbia chiamato in nazionale per lo stage di inizio gennaio. “Pippo” è un atleta che si sta impegnando molto e sta anche imparando a disciplinarsi dal punto di vista caratteriale. Mirco De Gerone lo tiene giustamente in considerazione e lui ha saputo farsi trovare pronto.
Così come pronto quando c’è stato bisogno ha dimostrato di essere Alberto Zanin, bassanese sponda Roller di provenienza, spalla di Riky Gnata impeccabile il suo comportamento e l’attaccamento al gruppo, di cui fanno parte a turno i giovani gli esterni Ponzo, Zanazzo, Costenaro, Gasparotto e Manzardo, oltre a Dalla Valle, il terzo portiere.
Tutti insieme per un Hockey Breganze grande protagonista del 2015 che vuole vivere da protagonista anche il 2016, assieme ai suoi appassionati sostenitori.
Nelle foto: il tecnico De Gerone e la festa rossonera dopo la vittoria in Supercoppa
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